La storia

Il Gam “Gruppo Amici della Montagna” è nato il 22 gennaio 1923 per iniziativa di alcuni abitanti del quartiere Tibaldi e del villaggio Baravalle, a Milano, poco distante dall’attuale Università Bocconi. Il primo luogo dove si incontravano gli aderenti fu sotto un lampione in via Gentilino, una traversa a metà di Corso San Gottardo; poi la locale Associazione inquilini mise a disposizione la propria sede in via Tibaldi al numero 50.

I soci fondatori furono : Attilio Camia, Pietro Dehò, Arnaldo Loardi, Costante Pea, Ettore e Osvaldo Quirci, Luciano Robbiati. I fondatori dovevano essere di più ma il tempo ne ha purtroppo cancellato le tracce.

Lo statuto sociale approvato la sera di quel giorno, diceva: “Fra gli inquilini del quartiere Tibaldi e del villaggio Baravalle si è costituito, previo consenso dell’Associazione inquilini, il Gruppo amici della Montagna, avente i seguenti scopi e regolato dal presente statuto: 1° promuovere gite ed escursioni ricreative ed istruttive onde far conoscere regioni e luoghi”. L’articolo 6 diceva: “Il gruppo sarà diretto e amministrato da un comitato di 5 membri (1 segretario, 1 cassiere e 3 consiglieri)” .L’articolo 11 diceva “Il Gruppo ha carattere strettamente apolitico”.

Il 24 novembre 1923 lo statuto sociale subì alcune modifiche ed altre ancora il 28 febbraio 1926, di maniera che la stesura definitiva del preambolo risultò la seguente: “Il giorno 22 gennaio 1923, onde diffondere fra il popolo la conoscenza della montagna, si è costituito a Milano il Gruppo Amici della Montagna. Detto gruppo è apolitico”.

Nel 1928 lo Statuto fu ancora modificat per creare le cariche sociali di presidente, vicepresidente e di segretario.

Il 22 gennaio 1924, primo anniversario di fondazione, fu offerto il gagliardetto del gruppo femminile; la cerimonia ebbe luogo il 3 febbraio nella palestra delle scuole di Vignola con un saggio ginnico dei soci dell’APEF, madrina Lia Schiavi, figlia del prof. Alessandro, direttore dell’Istituto autonomo case popolari; oratore il socio Riccardo Scanziani. Fu offerto un vermuth. alla sera; banchetto sociale al Ristorante Isola Gandino, in via Leonardo da Vinci 75 (ora Ascanio Sforza).

Nel 1924 la sede sociale fu trasferita in via Francesco Brioschi, in due locali di fortuna messi gentilmente a disposizione dalla ditta Scaglia tramite il socio Luigi Binaghi che ivi lavorava. Il secondo anno di vita dell’associazione fu festeggiato presso la Cooperativa Unione e Progresso, in via Tibaldi 29, dove si trasferì, sempre provvisoriamente, la sede. Dal 1925 al 1928 i soci ottennero ospitalità in una saletta della trattoria Piccolini, in via Tibaldi 17, dietro pagamento di un modesto contributo. Alla fine si ottenne una sede adeguata nelle scuole di via Gentilini al numero 10: un’aula arredata con un grande armadio, un tavolo del Comune, la vecchia scrivania rimessa a nuovo, un quadro medagliere e una vetrina per le coppe e le targhe vinte dal GAM nelle varie marce popolari in montagna. Un armadio libreria funzionò da biblioteca e furono acquistate venti sedie. La sede divenne anche luogo di conferenze per conto dell’Università Popolare.

1928 – Il GAM cresce e nasce il distintivo

Per festeggiare i 5 anni di vita, ci furono cerimonie ufficiali culminate con la cena presso la trattoria Piccolini con la quale si erano conservati ottimi rapporti. Da allora cominciò l’ascesa dell’Associazione: con una raccolta di fondi organizzata dal gruppo femminile fu realizzato il nuovo gagliardetto: un’asta con sovrapposta come emblema una piccozza sormontata da un’aquila d’argento: è rimasta l’immagine del distintivo GAM, che venne coniato in occasione della gita sociale, organizzata la domenica successiva, a San Fermo della Battaglia sopra Como, con due treni speciali delle Ferrovie Nord, gita organizzata dal GAM in collaborazione con il Dopolavoro rionale Montegani.

Nei suoi primi otto anni di vita il GAM svolse attività escursionistica partecipando anche a raduni ciclo-campestri, marce popolari, fiaccolate, e alle due marce annuali in montagna, quella organizzata dalla SEM e un’altra indetta dalla UOEI. A quei tempi ogni società doveva avere una divisa: il GAM adottò – ma solo per un breve tempo – la camicia caki con due tasche e il fazzoletto azzurro.

Finalmente una sede propria

Dal 1935 al 1940 la sede fu trasferita in Corso Ticinese 22. Ma durante la guerra 1940-45 i locali furono occupati dai sinistrati. Il GAM fu ospitato per un giorno alla settimana, il giovedì, presso la sede del CAI Milano in via Silvio Pellico 6. Nel 1951 il GAM andò a coabitare con la FALC in via San Polo 10 fino al 1953. Ed ecco la svolta: i soci erano ormai 300, e pensarono che fosse il momento di avere una sede propria, stanchi di peregrinazioni e ospitalità. La via allora si chiamava San Bernardino (ora si chiama via Merlo): al numero 3 era in vendita per 3 milioni di lire un locale nel seminterrato, ma in cassa c’era soltanto un milione e mezzo.Il GAM non si perse d’animo e lanciò la proposta ai 300 soci di versare a fondo perso cinquemila lire ciascuno. Vi fu un’entusiastica adesione, alcuni soci versarono somme superiori, e l’acquisto della sede divenne realtà.

1930 – 1940 Nasce il gruppo arrampicatori

All’interno dell’associazione crebbe un forte gruppo di arrampicatori tanto da essere richiesti come istrutturi dalla SEM e dalla Scuola Parravicini del CAI Milano.

Nel giugno di ogni anno si celebrava in Grignetta la giornata della roccia: tutti i soci si arrampicavano e si addestravano in Grigna. Fu questo fino al 1940 un periodo d’oro perché su 150 soci ben 40 erano capicordata, tanto che la sezione CAI di Milano promosse nel 1936 il GAM a sua sottosezione per meriti alpinistici.

La rivista del GAM

La prima rivista del GAM si chiamò “Il Gameino”: era sostanzialmente un bollettino sulla vita dell’associazione diretto da Riccardo Scanziani, tipografo del quotodiano “Il Secolo” l’antico rivale del “Corriere della Sera”. Dal 1930 cominciò a essere pubblicata una rivista mensile di poche pagine intitolata “La Vetta” che tuttavia non durò a lungo.

I Presidenti

1923-1935 Arnaldo Loardi fu il primo, che comunicò l’entusiasmo necessario a muovere i primi passi
1935-1952 Cesare Mani fu il continuatore dell’opera e portò il GAM ad una crescita notevole
1952-1960 Ubaldo Magretti con infaticabile opera riuscì a coinvolgere tutti i soci nell’entusiasmo per l’acquisto della sede propria nel 1953. A lui si deve anche la continuazione del “Natale Alpino” che prevedeva la distribuzione di pacchi dono ai bambini. A lui è intitolato il salone della sede
1960-1962 Giovanni Coizet continuò l’opera di Magretti
1962-1966 Ermes Tomasi fu l’impareggiabile organizzatore delle spedizioni al Kilimangiaro
1966-1968 Cornelio Michelin incrementò l’attività alpinistica, organizzando la spedizione in Corsica
1968-1970 Fu rieletto Ermes Tomasi e organizzò la spedizionee alla vetta del Kolahoi (m.5.734) nel Kashmir.
1970-1979 Enrico Rizzi, rieletto quattro volte, può essere definito il presidente del cinquantenario: con i membri del consiglio gettò le basi per le varie manifestazioni: spedizione ai Monti Tatra, traversata delle Alpi, volume del cinquantenario. Inoltre potenziò e migliorò l’accantonamento di Planpincieux.
Fu in occasione del cinquantenario che il Comune di Milano consegnò il diploma di benemerenza civica al GAM con la seguente motivazione:
“Sodalizio popolare milanese, celebra quest’anno il cinquantenario di vita impiegata nel sano esercizio alpinistico dei soci che hanno più volte portato il nome di Milano sulle alte cime di tutto il Mondo”
L’attestato venne consegnato dal sindaco di Milano Aldo Aniasi durante una cerimonia al Castello Sforzesco, anche grazie all’interessamento del socio fondatore Raimondo Aresi.

1980-83  Marco Ricci Rieletto due volte

1984-85 Enrico Rizzi rieletto

1986-1999 Renato Girola rieletto 7 volte

2000-2003 Bauer Dario rieletto due volte

2004-2007 Franco Perin

2008-2009 Renato Girola

2010-2016 Livio Sposito

 

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